Ilary

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Il servizio glamour: Ilary

Set costruito tutto attorno al pontile di Ostia, con il sole basso che scende dietro l'acqua. Ho lavorato spesso in controluce, tenendo Ilary illuminata da un Godox AD200 e usando un ND variabile insieme al polarizzatore per chiudere la luce ambiente senza ricorrere all'HSS: da lì viene il cielo ancora pieno di colore e la separazione netta della figura dal fondo. Il disco solare resta leggibile sull'orizzonte in più di un fotogramma, e la scia che apre sull'acqua diventa un secondo soggetto, una striscia di luce che corre fino ai piedi della modella.

Tre cambi in quarantacinque minuti: bikini rosso in acqua e appoggiata alla struttura, azzurro e verde sotto il pontile tra i pali di legno e la sabbia bagnata, abito bianco chiaro tra gli spruzzi con le cabine sullo sfondo. Le pose alternano appoggi ai pali, ginocchia nell'acqua, schiena inarcata sulla battigia. Ilary si muove dentro lo spazio come se lo conoscesse da sempre: cerca il legno con le mani, lo usa come perno e come sostegno, si abbassa fin dove l'onda arriva e si rialza con il tempo giusto, senza mai perdere il contatto con l'obiettivo. Sotto il pontile la luce diventa più morbida e diffusa, filtrata dalle travi, e il corpo si stacca dal buio delle campate; fuori, sulla battigia, la schiuma sale e chiude l'inquadratura in basso.

Palette calda di arancio e oro sulla pelle, con i blu freddi del mare nelle inquadrature più basse, quelle scattate quasi a filo d'acqua, dove l'onda in primo piano taglia il fotogramma e lascia la figura sospesa oltre. Verso la fine la luce spinge tutto sul corallo e sul rosa, e i toni diventano ancora più caldi. Ilary, come sempre, impeccabile: risultato garantito.

Con Ilary Hope