AleRose(2)Bunny
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Il servizio cosplay: AleRose(2)Bunny
Il set nasce a Milano, durante una trasferta fotografica, in modo del tutto improvvisato: serviva chiudere i conti con un cosplay che ci inseguiva da tempo, una piccola "maledizione" rimasta in sospeso. Con AleRose scattare è sempre semplice, è un'amica prima ancora che una modella, e si vede: non c'è bisogno di spiegare niente, si parte e le immagini arrivano da sole.
Le immagini si svolgono in un giardino, tra siepi fitte, un cespuglio in fiore e un vaso di terracotta sullo sfondo. La luce arriva bassa e piena, con un velo di foschia che ammorbidisce i contorni e schiarisce il verde fino a farlo virare al pallido. La palette resta essenziale: bianco, nero, incarnati chiari, con il rosa dei gigli come unica nota calda. Il costume gioca sulla stessa opposizione: il caschetto biondissimo trattenuto da una fascia scura, la giacca nera dalle maniche ampie e lucide, il body chiaro con il ricamo ornamentale, i guanti lunghi, gli stivali alti e le zeppe che allungano la figura. Sulla coscia un tatuaggio resta visibile e diventa parte del quadro.
La lama accompagna quasi tutto il racconto: nel primo scatto attraversa l'inquadratura in diagonale e taglia il volto, in altri resta appoggiata alla schiena o alzata contro il controluce, che la accende come una linea chiara. Il bouquet di gigli arriva come una pausa, un momento più morbido dentro una serie altrimenti tesa.
La presenza è centrale e ferma, a tratti frontale e sfrontata, a tratti più raccolta e di profilo. Lo sguardo si muove tra la macchina e un altrove fuori campo, mentre il corpo occupa lo spazio con naturalezza, senza forzature. Nei ritratti stretti tutto si concentra sul viso e sulla foschia che lo circonda; nelle figure intere la modella si misura con il verde alle spalle e con la profondità del giardino, tenendo il centro senza sforzo.
Con AleRoseBunny









