Rei, behave!

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Il servizio cosplay: Rei, behave!

Ho lavorato in studio, su fondale bianco, con una luce morbida e molto diffusa che appiattisce le ombre e lascia il pavimento quasi senza contorni: tutto lo spazio diventa una superficie chiara su cui si stacca il nero opaco del cubo metallico appeso al soffitto e della sedia. Le uniche ombre che ho tenuto sono quelle brevissime sotto i piedi e sotto i piedini della sedia, appena sufficienti a dire che c'è un pavimento e non un vuoto.

Nanami interpreta Rey Ayanami in chiave cyberpunk: parrucca azzurra, mascherina scura, velo bianco trasparente, cinghie e stivali alti con plateau allacciati fino al ginocchio. È un costume ridotto all'essenziale, fatto più di linee e legature che di tessuto, e per questo lascia leggere il corpo per intero, con i tatuaggi che entrano nella composizione come un altro segno grafico. Il velo, leggerissimo, è l'unico elemento che si muove per conto suo: cade, si apre, resta sospeso qualche istante dopo che il resto si è già fermato.

Il cubo sospeso mi è servito per far emergere le sue doti di aerialist, con le sospensioni a testa in giù e gli appoggi in cui il corpo si incastra negli spigoli; la struttura oscilla appena e lei la abita come se fosse leggera, cercando l'equilibrio senza mai sembrare in tensione. Sulla sedia il gioco cambia, diventa un arco rovesciato o una posa frontale e simmetrica: dal galleggiare si passa al peso, all'appoggio, a un rapporto più diretto e statico con lo spazio.

La palette resta ridotta a bianco, nero, incarnato e quell'unico accento freddo dei capelli. Su una delle immagini ho aggiunto il titolo del personaggio in caratteri latini e giapponesi, in basso, come una copertina: un piccolo rimando al mondo di partenza in un set che per il resto è tutto geometria, corpo e luce.

Con nanami