The Ember And The Shadow

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Il servizio cosplay: The Ember And The Shadow

Una radura ai margini di un bosco, con erba secca, rami caduti e una grande ramificazione che taglia la scena in diagonale. La luce arriva bassa e calda, quasi da fine pomeriggio, e in un fotogramma il cielo si apre su un tramonto arancione che tinge tutto il fondo. La palette resta su ruggine, terra bruciata, nero e verde spento, e i primi fili d'erba davanti all'obiettivo restano sfocati, come una tenda naturale attraverso cui guardare.

Due modelle occupano lo spazio con calma: siedono su tessuti stesi a terra, si appoggiano ai rami, si sfiorano e si guardano, poi tornano verso l'obiettivo. Una in abito arancione e cappello a tesa larga bordato di pizzo, capelli neri, labbra scure e un pendente sottile sul petto; l'altra in nero, capelli rossi, tatuaggi scoperti su spalla e braccio, anelli alle dita e un cappello a punta che sembra fatto di rami. Attorno a loro molti accessori di scena: zucche, ossa, ceste, drappi, una rete che ricorda una ragnatela.

Nel campo largo la coppia diventa piccolissima dentro l'intreccio del legno, e si capisce quanto il set fosse costruito e allo stesso tempo lasciato accadere: un telo chiaro appoggiato sul terreno, bastoni, un cappello posato tra le zucche, la luce che scende dal fondo e appiattisce tutto in una tinta unica. In un altro fotogramma stanno vicine, quasi complici, con qualcosa alzato tra le mani e una cesta accanto, e il gesto basta a suggerire un rito senza spiegarlo.

C'è anche un ritratto singolo, la modella dai capelli rossi in piedi tra la vegetazione, una piccola zucca tenuta all'altezza del petto e lo sguardo che scivola di lato, fuori dall'inquadratura: qui la posa si fa più raccolta e il verde del fondo lascia respirare il nero dell'abito.

È Halloween con un po' di esoterismo dentro, e con due modelle così il set si cucina da sé.

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